TROPPA GENTE, ovvero “Il capitalismo della sorveglianza” - PARTE 1 di Emanuele Minutella e Marco Papale

"Troppa gente" è la storia di una protesta gentile. Molti giovani della mia generazione scendevano nelle piazze a manifestare con in mano la bibbia anti-capitalista del duemila: “No Logo” di Naomi Klein. Ci ritroviamo vent’anni dopo a sfogliare una nuova bibbia, ancora più terrificante di quella precedente: “Il capitalismo della sorveglianza” di Zuboff. Il racconto del nostro (ormai) presente distopico/dispotico. Un mondo in cui se vuoi essere devi apparire. Ma se vuoi apparire devi pagare. La piazza si chiama internet, i mercanti si chiamano curatori, influencer, content creator. Gli attori entrano ed escono, vincono e perdono. Come in un grande casinò, alla fine solo la proprietà vince davvero. Vince sempre. La novità, però, sta nello strumento utilizzato per trasformarci, parafrasando qualcuno, nella batteria che alimenta il sistema. Si chiama intelligenza artificiale. Sa tutto di noi, ma non perché voglia violare la nostra privacy ed entrare nelle nostre case. Semplicemente vuole sapere di cosa abbiamo bisogno. E una volta saputo, lo dice al Signore del maniero, che ce lo vende. A sangue di Papa.

Io non credo nei complotti. Ma non può essere un caso che l'intelligenza artificiale stia comparendo proprio in quest'epoca. In un momento di estrema vulnerabilità della civiltà, che si ritrova in crisi praticamente sotto ogni aspetto. C'è la crisi politica, la crisi economica, la crisi bellica, la crisi climatica, la crisi sanitaria. E poi, soprattutto, la crisi spirituale e il tramonto delle relazioni umane per come ce le ricordavamo. Sembra quasi che questa Madre In-Natura abbia aspettato anni lì, in agguato, per fare la propria comparsa durante il naufragio. E per tenderci la mano a bordo di una pericolosissima scialuppa.

[Continua...]

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